Alpago e Venezia, risorge l’antico legame storico il 21 e 22 agosto 2021 al Lago di Santa Croce, Belluno

1600 anni di Venezia, antichi legami con l’Alpago e le Dolomiti.

In origine l’acqua dei fiumi e la coraggiosa fluitazione degli zattieri con il legname rinnovabile. Quindi la storia secolare di prosperità, economia e cultura delle popolazioni venete unite nel nome di San Marco.

SOSTENIBILITà PER UN LAGO IN VOGA

Territori preziosi dove la Serenissima coltivava gli alberi nel Bellunese, tra il Cansiglio e il Cadore, tra i primi casi al mondo di Economia Circolare. Valido esempio storico culturale del Veneto contemporaneo per continuare a promuovere l’ambiente e lo sviluppo sostenibile con gli obiettivi di Agenda 2030.

Oggi questi antichi legami risorgono ispirati dalla Sostenibilità. Avverrà proprio in Alpago, nell’anniversario dei 1600 anni di Venezia, il 21 e 22 agosto 2021 per trovare espressione sportiva e ambientale, sociale ed economica.

L’idea è nata da Ruggero Zannini e Fabrizio Travaini, ha trovato buon vento e terreno fertile per il primo Campionato nazionale di Voga Veneta.

In Alpago, lungo l’Alemagna tra Venezia e Cortina, le genti pagote con quelle veneziane, venete, italiane ed europee si ritrovano insieme per un’inedita prima manifestazione.

Due giorni di gare e sport, ambiente e artigianato, tradizioni e cultura, musica e degustazioni. Non solo Voga Veneta perché sabato pomeriggio sono in programma anche due regate di Canottaggio Trofeo Dolomiti con Jole a a 4 e Alpago CUP con imbarcazione Gig. Master Femminile e Maschile… per un Lago in VOGA!

SCENARIO PREALPI DOLOMITICHE

Per l’imperdibile evento agostano fa da scenario la fresca e magnifica conca delle Prealpi Dolomitiche. Al centro il Lago di Santa Croce, dove sbocca il Tesa. La cornice è unica grazie ai tanti profili delicati e inconfondibili dei monti Dolada, Teverone, Venal, Cavallo, Col Mat, Col Nudo, Pala di Castello, Col Piero, Crepon, Pascolet, Crep Nudo, Antander, Messer, Castelat, Guslon, Cima delle Vacche, Cimon della Palantina, Tremol, Costa, Faverghera Millifret, Pascolet, Faverghera-Col Visentin.

Da ogni parte che ci si gira appare un panorama diverso che merita di essere visitato fino alla sella del Fadalto, l’altopiano del Cansiglio o via per andare a Ponte nelle Alpi, senza dimenticare le tante frazioni e zone collinose sopra Sitran, Tignes, Garna, Torch, Torres e su fino a Plois, Chies, Lamosano, Mont, Spert, oppure pianeggianti di Puos, Riviera, Poiatte, Farra, Bastia e dell’area produttiva di Paludi.

In giro c’è tanta voglia di ripartire insieme con rinnovata progettualità guardando ai XXV Giochi olimpici invernali. Tutto ciò aiuta a costruire rete e sinergie nella prospettiva di “Milano Cortina 2026”.

BORTOLUZZI: “IL MARE CON VISTA SULLE DOLOMITI”

Massimo Bortoluzzi di Puos d’Alpago, Consigliere della Provincia di Belluno e in rappresentanza del Presidente Roberto Padrin, ha messo in evidenza che il “Lago di Santa Croce è il mare con vista sulle Dolomiti, ovvero la prosecuzione naturale dell’antico connubio basato sul legname. Oggi la chiave di lettura ambientale trova declinazione nello sport in ottica turismo di qualità. Infatti, c’è un legame fisico tra le Dolomiti e la Laguna di Venezia che è l’acqua del Piave”.

“Per secoli – ha aggiunto Bortoluzzi – il Piave ha fatto da strada al legname, preso dai boschi bellunesi e portato a Venezia, per diventare pali su cui costruire la Serenissima, navi per solcare il Mediterraneo, combustibile per le fornaci di Murano, materiale da indorare per arredare e incorniciare opere d’arte, legno per fare i remi delle galee considerato che i boschi di faggi del Cansiglio erano chiamati i boschi da remo”.

INTERVISTA A ZANNINI E Dalla Pietà

Ruggero Zannini (anima veneziana della manifestazione) e Paolo Agostino Dalla Pietà (gondoliere, responsabile delle relazioni esterne) spiegano l’idea originale, obiettivi e contenuti dell’evento.

Come avete iniziato questo progetto, qual è stata la scintilla, l’idea iniziale e chi ne fa parte?

L’idea nasce ispirata dai maestri d’ascia bellunesi nel fecondo dialogo tra il dirigente della Libertas Veneto Ruggero Zannini e Fabrizio Travaini, presidente della sezione di Belluno della Lega Navale Italiana. Idea che è stata subito sposata dalla ASD Voga Veneta Mestre. Cogliamo l’occasione per rivolgere un grande ringraziamento alla Presidente Daniela Costantini, che tra l’altro fornisce la muta di nove Mascarete con le quali si disputeranno le Regate.

L’organizzazione si compone quindi dalla Libertas Veneto e la Lega Navale Italiana sezione di Belluno, con l’importante ruolo istituzionale della Provincia di Belluno, la partecipazione del Comune di Alpago e la cooperazione di tutte le varie realtà e Società Remiere di Voga Veneta, più quelle regionali ed europee.

L’obiettivo che ci guida tutti è quello di dimostrare che la Voga Veneta non è solo una tradizione Veneziana, ma è uno sport nazionale ed internazionale praticato in Europa e nel mondo. Infatti, a questo evento, hanno già dato adesione Società Remiere di 5 regioni italiane e tre nazioni europee. A dimostrazione che le società praticanti la Voga Veneta sono diffuse nel territorio Nazionale e Internazionale, Libertas Veneto ha registrato nell’albo delle manifestazioni Sportive Nazionali il Campionato Italiano di Voga Veneta 2021.

Come si svolgerà la manifestazione al Lago di Santa Croce?

La manifestazione in Alpago al Lago di Santa Croce del 21 e 22 Agosto sarà  suddivisa in due momenti. Una parte agonistica con varie regate dagli 8 agli 80 anni a due remi e alla Valesana, un’altra parte Culturale con tema “Dal bosco del Consiglio alla barche Veneziane”. 

Ci sarà una tensostruttura con Maestri intagliatori e Boscaioli Remeri, nonché referti museali antichi.

La coreografia in acqua presenterà con barche tradizionali veneziane e ci sarà la possibilità di fare delle prove di Voga per tutti.

Il sabato sera con cori di montagna e di mare, la domenica con la banda dell’Alpago e i giochi antichi per i bambini.

Dedicheremo inoltre un trofeo ad Antonio Rosa Salva ex Presidente della Federazione Italiana Cannottaggio del Veneto e portacolori di Venezia in ambito internazionale.

Che tipo di messaggio volete trasmettere tra Venezia e Belluno?

E’ nostra intenzione porre in evidenza che uno sport come la Voga Veneta, diffuso in molte regioni e molte nazioni, e nel mondo, con un gran numero di praticanti non è  giuridicamente e sportivamente riconosciuto dalle Autorità  Sportive Nazionali.

Libertas Veneto, Ente di Promozione Sportiva ha dato disponibilità per promuovere questo Sport. Da dieci anni vengono istituiti corsi di formazione per Tecnici e Istruttori di Voga  riconosciuti dal C.O.N.I. e dalle Istituzioni Governative Italiane. La certificazione SNaQ di livello europeo consente ai nostri Tecnici abilitati un riconoscimento Sportivo Giuridico Internazionale.

Quindi risulta anche un problema per le Società Remiere sotto il profilo amministrativo, giuridico e legale. Questo è un mondo di vogatori che con i loro valori Culturali e Sportivi attualmente non trovano il giusto riconoscimento di Sport Nazionale riconosciuto dal C.O.N.I.

La Voga Veneta è  uno sport salutare che si pratica in ambienti naturali, laguna, fiumi, laghi e mari, con un basso dispendio energetico. Quindi adatto a tutte le età, dai giovanissimi di 6 anni agli anziani di 80 anni.

Esportando la Voga Veneta non solo come sport ma anche come Cultura Veneziana con le nostre barche tradizionali potremo evitare di essere colonizzati dalle culture e dalle imbarcazioni asiatiche.

Perchè la Gondola rappresenta un simbolo per il turismo di qualità?

Pensate che quando un Gondoliere  trasporta 6 persone, ha un dispendio energetico come una persona che cammina.

Grazie sopratutto alla sua barca, la Gondola, che identifica la potenza progettuale e ingegneristica della Serenissima per la sua ergonomicità e bellezza.

La Gondola è unica… è un’imbarcazione che non sposta l’acqua ma scivola quasi sospesa nell’aria.

La Gondola è l’apoteosi della Cantieristica Navale.

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