PETIZIONE #SosteniamoMarco ❤ Corteo acqueo per Marco Zennaro il 30 maggio

Corteo acqueo a San Marco domenica 30 maggio, ore 9:30 in Bacino (per le barche) e Punta della Dogana (a piedi).

Venezia si mobilita per Marco Zennaro prigioniero in Africa a Khartoum, capitale del Sudan

La città ha accolto l’appello della Federazione Italiana Rugby che ha espresso la massima vicinanza al 46enne rugbista veneziano Marco Zennaro.

PETIZIONE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AL MINISTERO DEGLI ESTERI

Marco Zennaro, titolare di un’azienda di Marghera (VE) con 26 dipendenti e padre di 3 figli (11, 10, 4 anni), è trattenuto forzatamente ed ingiustamente dal 18 marzo 2021 a Khartoum, Sudan.

Marco è detenuto dal 1° aprile, in condizioni disumane e degradanti nella capitale Khartoum, in uno stanzone con altre 30 persone, dove si dorme per terra a 46 gradi e con un solo bagno condiviso. Non ha diritto di visita, non ha diritto “all’aria”, e’ costantemente vessato anche dal punto di vista psicologico. Gli dicono “Regeni Regeni devi pagare”.

E’ in stato di arresto per una denuncia formulata da un soggetto che non ha alcun rapporto contrattuale diretto con lui, e che – forte delle strette relazioni con potenti miliziani sudanesi – ha fatto un uso distorto della denuncia penale per costringere Marco a pagare in cambio della libertà. Un pagamento importante era già stato fatto in virtù di un accordo seppur estorto, sotto minaccia armata e pressione psicologica, sottoscritto fra Marco e il suo partner commerciale, poi però Marco è stato nuovamente arrestato all’aeroporto quando stava per imbarcarsi sul volo che lo avrebbe riportato a casa in forza di una mera telefonata proveniente “dall’alto”.

Questo fatto dimostra che questa vicenda non può essere risolta da Marco o dai  suoi familiari: gli arresti non sono mai stati convalidati da un giudice e quindi c’è bisogno dell’aiuto dello Stato italiano. L’ Ambasciatore in Sudan sta seguendo il caso fin dal primo giorno ma, tuttavia, viste quali sono le forze contrapposte locali e il lungo tempo oramai trascorso, è necessario l’intervento del nostro Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al quale formuliamo un appello affinché faccia tutto il possibile per riportare Marco a casa dalla sua famiglia.

La sua famiglia teme anche per la sua incolumità, a maggior ragione considerato che il partner commerciale, unico testimone di favore, è stato recentemente trovato morto annegato nel Nilo.

https://www.change.org/p/presidenza-del-consiglio-dei-ministri-governo-italiano-liberare-marco-zennaro-da-un-atroce-prigionia-in-sudan

INTERVISTA RAI AL FRATELLO

Intervista TGR Veneto ad Alvise Zennaro, fratello di Marco, di Davide Calimani

SOSTEGNO RUGBY ITALIANO

L’ex giocatore ed attuale dirigente del Venezia Rugby rimasto coinvolto in una vicenda giudiziaria che da oltre cinquanta giorni lo sta costringendo ad una durissima detenzione in Sudan.

Il rugby italiano non può esimersi dal richiedere con forza che le Autorità sudanesi provvedano ad allineare immediatamente le insostenibili condizioni di carcerazione cui Marco è costretto agli standard detentivi internazionali, tenendo in dovuta considerazione le sue generali condizioni psico-fisiche, già precarie a causa di alcune patologie ed ora in rapido e preoccupante deterioramento.

Conosco Marco personalmente avendo avuto la fortuna di essere stato suo allenatore alcuni anni fa, apprezzandone le qualità umane ancora prima che quelle tecniche o atletiche. Come Presidente della Federazione Italiana Rugby ritengo doveroso raccogliere l’appello della famiglia, invitando tutte le rugbiste e i rugbisti italiani a sostenere questo loro compagno di squadra nel momento più duro della sua vita. Abbiamo naturalmente la massima fiducia nel lavoro che il Governo Italiano, anche e soprattutto attraverso l’Ambasciata locale, sta incessantemente svolgendo per giungere ad una soluzione della vicenda: a Marco confermo tutto il mio affetto e la piena solidarietà della grande famiglia del rugby italiano, nella speranza che questo possa aiutarlo a sentirsi meno solo contribuendo altresì ad accelerare le risposte attese da parte delle Autorità sudanesi” ha dichiarato il Presidente della FIR, Marzio Innocenti. 

La Federazione Italiana Rugby ha invitato ad aderire alla campagna di sensibilizzazione veicolando attraverso i propri canali social l’hashtag #SosteniamoMarco

Aggiornamento 24 maggio (askanews)

La vice ministra agli Esteri, Marina Sereni, ha avuto oggi un colloquio con il sottosegretario agli Esteri sudanese “interamente incentrato sul caso” dell’imprenditore italiano in carcere a Khartoum dal 1 aprile scorso. Lo ha reso noto la Farnesina in una nota.

“L’Ambasciata d’Italia in Sudan ha seguito fin dal primo momento, in stretto raccordo con la Farnesina, il caso del connazionale in stato di fermo a Khartoum per una accusa di truffa ai danni di ditte sudanesi – si precisa nella nota – dal 1 aprile il connazionale ha ricevuto 58 visite consolari dal personale dell’Ambasciata, che proseguono tuttora almeno due volte alla settimana. Nell’ambito della sua attività di assistenza consolare, l’Ambasciata ha fornito al connazionale generi alimentari, indumenti, biancheria, libri e altri beni necessari”.

“Sul piano politico e giudiziario – prosegue la nota – l’Ambasciata italiana a Khartoum è intervenuta ufficialmente presso le Autorità politiche e istituzionali del Sudan, incluso l’ufficio del Primo Ministro e della ministra degli Esteri, chiedendo con forza il pieno rispetto dei diritti del connazionale in termini di condizioni sanitarie, di sicurezza e di protezione e una soluzione del caso in tempi brevi”.

#SosteniamoMarco